Un cambiamento evidente negli ultimi anni
Per molto tempo, nell’apprendimento dell’inglese, le abilità considerate più difficili erano quelle produttive: speaking e writing.
Era normale che uno studente capisse abbastanza bene testi e ascolti, ma faticasse a esprimersi in modo corretto e fluido.
Negli ultimi cinque anni, però, abbiamo osservato un cambiamento significativo.
Essendo un centro esami Cambridge, abbiamo accesso ogni anno a migliaia di risultati e report. E ciò che emerge con sempre maggiore frequenza è un dato chiaro:
molti ragazzi oggi ottengono risultati discreti in speaking e writing, ma hanno punteggi sorprendentemente bassi in listening e reading.
In molti casi, è proprio questa debolezza nelle competenze recettive a determinare l’esito negativo dell’esame.
Cosa sta succedendo? Una nuova difficoltà generazionale
Il fenomeno non riguarda solo l’inglese. Riguarda il modo in cui i ragazzi oggi elaborano informazioni.
Le competenze di listening e reading richiedono:
- - attenzione prolungata
- - capacità di seguire un discorso complesso
- - resistenza alla frustrazione (non capire tutto subito)
- - capacità di inferenza (capire il significato dal contesto)
- - concentrazione su dettagli specifici
- - memoria di lavoro (tenere in mente ciò che si è appena ascoltato o letto)
Queste abilità sono cognitive, prima ancora che linguistiche.
Negli ultimi anni, molti studenti faticano sempre di più a mantenere l’attenzione su un input lungo, come un testo articolato o un audio autentico.
Il ruolo della tecnologia e dei contenuti “veloci”
Uno dei fattori più influenti è la trasformazione del consumo quotidiano di contenuti.
I ragazzi sono abituati a:
- - video brevi
- - informazioni immediate
- - frasi spezzate
- - comunicazione rapida e frammentata
- - multitasking continuo
Questo tipo di esposizione riduce l’abitudine a:
- - ascoltare a lungo
- - leggere con continuità
- - seguire una struttura narrativa o argomentativa
Il risultato è che molti studenti sviluppano una buona capacità di risposta rapida e comunicazione spontanea, ma una bassa capacità di comprensione profonda.
Listening e Reading non si allenano “automaticamente”
Molti genitori e studenti credono che le competenze recettive si sviluppino da sole.
In passato era spesso vero: l’ascolto e la lettura miglioravano quasi naturalmente con il tempo.
Oggi non è più così. Perché il contesto quotidiano non offre abbastanza esposizione reale e prolungata alla lingua inglese.
Inoltre, i ragazzi tendono a evitare input difficili. Quando non capiscono subito, interrompono.
Questo comportamento, ripetuto nel tempo, crea un circolo vizioso:
- ascolto difficile → frustrazione → stop
- lettura lunga → noia → stop
La differenza tra “inglese scolastico” e inglese d’esame
Gli esami Cambridge, soprattutto a partire da B1 Preliminary e B2 First, richiedono una comprensione molto più profonda rispetto a quella che spesso viene allenata a scuola.
Listening e Reading non testano solo vocaboli. Testano la capacità di:
- ● distinguere informazioni simili
- ● comprendere dettagli specifici
- ● seguire il filo logico di un testo
- ● interpretare intenzioni e implicazioni
- ● riconoscere sinonimi e parafrasi
Questo è il punto critico: molti studenti credono di capire, ma in realtà capiscono solo il “tema generale”. E negli esami Cambridge non basta.
Un dato ricorrente: chi fallisce l’esame spesso non fallisce nello speaking
Nella nostra esperienza, i ragazzi che non superano l’esame raramente hanno un speaking disastroso. Anzi, spesso riescono a comunicare abbastanza bene.
Le difficoltà più gravi emergono invece in:
- - listening con punteggi bassi
- - reading con punteggi bassi
- - gestione del tempo nelle prove di comprensione
"Chi ascolta e legge poco ha un vocabolario più limitato, usa sempre le stesse strutture e ha difficoltà a scrivere testi ricchi. In altre parole, un buon speaking non nasce solo dal parlare. Nasce dal contatto continuo con la lingua."
Come aiutare i ragazzi: suggerimenti pratici per genitori e insegnanti
Di seguito proponiamo alcune strategie concrete, realistiche e applicabili nella vita quotidiana.
1. Creare un’abitudine di ascolto quotidiano (anche breve)
Il listening non migliora con “una sessione lunga ogni tanto”. Migliora con la continuità. Consigliamo: 10-15 minuti al giorno, podcast per ragazzi, video con inglese chiaro, contenuti adatti al livello. L’obiettivo non è capire tutto. L’obiettivo è abituare il cervello al suono dell’inglese.
2. Evitare la traduzione immediata
Molti ragazzi, quando non capiscono una parola, cercano subito la traduzione. Questo riduce la capacità di dedurre significati dal contesto. Invece è utile allenare la strategia opposta: capire il senso generale, intuire la parola dal contesto, continuare a seguire. Solo dopo si può verificare il significato.
3. Leggere ogni settimana testi più lunghi
Il reading Cambridge non premia chi legge lentamente parola per parola. Premia chi sa: scorrere velocemente un testo (skimming), cercare informazioni specifiche (scanning), capire sinonimi e parafrasi. La lunghezza del testo è un allenamento mentale, non solo linguistico.
4. Allenare la “resistenza alla frustrazione”
Molti ragazzi si bloccano quando non capiscono subito. Genitori e insegnanti possono aiutare trasmettendo un messaggio semplice: Non devi capire tutto. Devi capire abbastanza. E questo “abbastanza” aumenta nel tempo.
5. Limitare l’abitudine al contenuto frammentato
Non è realistico eliminare social media. Ma è utile bilanciare con film in inglese, serie brevi con episodi completi, audiolibri semplici o la lettura continuativa di un libro graded reader. Questo ricostruisce l’abitudine all’attenzione prolungata.
6. Usare sottotitoli nel modo corretto
I sottotitoli italiani creano dipendenza e non sviluppano listening. Le strategie più efficaci sono: audio inglese + sottotitoli inglesi, o audio inglese senza sottotitoli quando il livello lo consente.
7. Fare attività di listening “attivo”, non solo passivo
Esempi: ascoltare e rispondere a domande, prendere note su parole chiave, riassumere in 3 frasi ciò che si è capito, ripetere alcune frasi (shadowing). Questo è molto vicino a ciò che serve negli esami.
8. Scegliere contenuti adatti all’età, non solo al livello
Un errore comune è dare contenuti troppo “infantili”. Temi attuali (sport, tecnologia, musica, social), storie mystery o curiosità aumentano l'attenzione e accelerano l'apprendimento.
9. Abituare i ragazzi a leggere senza dizionario
È meglio leggere tutto una prima volta senza fermarsi, capire il senso generale e solo dopo rivedere le parole chiave. Questo sviluppa autonomia e velocità.
10. Creare un ambiente dove l’inglese “esiste”
Impostare telefono e videogiochi in inglese, seguire canali YouTube, ascoltare musica leggendo il testo. Piccole abitudini creano risultati enormi nel tempo.
Conclusione: oggi serve proteggere e allenare le competenze recettive
I ragazzi di oggi hanno grandi potenzialità comunicative. Sono veloci, intuitivi, capaci di interazione. Ma proprio per questo è importante non trascurare ciò che oggi risulta più fragile: la capacità di ascoltare e leggere in modo profondo e continuativo.
Listening e Reading non sono competenze “secondarie”. Sono la base su cui si costruisce tutto il resto. E negli esami Cambridge, sempre più spesso, sono proprio queste abilità a fare la differenza tra un risultato sufficiente e un esame non superato.
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